I trend HR del 2022: 4 insegnamenti da portare con sé nel prossimo anno.

Sembra ieri che assistevamo allo spettacolo dei fuochi d’artificio e accoglievamo il nuovo anno con gli occhi carichi di speranza e nuovi obiettivi da raggiungere. Eppure, il 2022 è quasi volto al termine ed è il momento di tirare le somme su tutto ciò che di nuovo è accaduto nel panorama HR e L&D. Se la diffusione del lavoro da remoto – o ibrido – può ormai essere considerata una realtà consolidata, ci sono altre novità che hanno fatto capolino negli ultimi 12 mesi e che vale la pena di tenere d’occhio. Quindi, ecco 4 trend che porteremo con noi nel 2023!

Preparati a un nuovo anno all’insegna della formazione!

Trend n.1: Le human skill sono sempre più importanti.

Il panorama professionale è molto cambiato: le innovazioni tecnologiche stanno via via trasformando il nostro modo di lavorare e i mutamenti del contesto stanno portando alla nascita di nuove professioni; inoltre, il lavoro a distanza (o ibrido) è ormai ben diffuso in moltissime realtà. Tutti questi cambiamenti richiedono che le persone acquisiscano nuove competenze utili a stare al passo. Ma di quali competenze parliamo? Secondo una ricerca di McKinsey, i professionisti moderni hanno bisogno di concentrarsi prevalentemente su quelle trasversali e, in particolare, sulle “human skill”. La necessità di capacità manuali, fisiche e cognitive di base sarà sostituita dalla richiesta di skill digitali, sociali, emotive e cognitive superiori. Con l’emergere di sistemi sempre più automatizzati e macchine intelligenti, le persone dovranno imparare come aggiungere valore al lavoro e all’azienda, e dovranno essere in grado di muoversi in un ambiente sempre più digitale. Allo stesso modo, sarà anche la capacità di cambiare in base agli sviluppi interni ed esterni a giocare un ruolo cruciale per il successo dei dipendenti e delle organizzazioni.

Sapersi adattare ai cambiamenti, e sviluppare di volta in volta le skill necessarie ad affrontarli, è cruciale per mantenere la propria rilevanza nel mercato del lavoro anche negli anni a venire. Ed è importante che le stesse organizzazioni investano affinché i propri collaboratori continuino ad aggiornarsi, così da rispondere sempre in modo efficace alle evoluzioni del contesto circostante.

Trend n.2: Investire nella cultura aziendale.

La cultura aziendale è ciò che connette i collaboratori alla mission, alla vision e ai valori dell’organizzazione, ed è spesso il motore che spinge chi ne fa parte a creare connessioni profonde con i propri manager, con il team e con i clienti. Sebbene la cultura sia una delle principali ragioni che spingono un professionista a unirsi a una determinata azienda, a volte può anche rappresentare il motivo per il quale decide di lasciarla. Negli ultimi anni, infatti, la percezione che si ha della cultura organizzativa è cambiata; il lavoro a distanza ha tolto spazio all’azienda fisica come luogo di aggregazione, portando alla necessità di individuare e mettere in atto nuove modalità di engagement dei dipendenti.

Secondo una ricerca di Gartner, solo il 24% di chi lavora a distanza o in modalità ibrida sente di avere una connessione con la cultura della propria azienda, e la principale ragione per cui questo accade è che i professionisti spendono un 65% di tempo in meno in ufficio. Sempre secondo Gartner, però, il problema non risiede necessariamente nella cultura in sé per sé, ma nel fatto che i dipendenti non hanno modo di viverla a sufficienza. Pertanto, è compito dei manager e del dipartimento HR trovare modi alternativi per permettere ai propri collaboratori di sperimentare i benefici di una buona cultura aziendale anche a distanza, creando un senso di appartenenza.

La soluzione non è semplice, ma abbiamo raggruppato alcune idee che possono tornarti utili:

  • Presta attenzione ai successi dei tuoi collaboratori e da’ loro la giusta importanza. Assicurati che i membri del tuo team si sentano apprezzati per il lavoro che svolgono e ottengano sempre il giusto riconoscimento – anche pubblico – nonostante la distanza fisica.  
  • Crea un contesto in cui i dipendenti provino un coinvolgimento anche nei confronti dell’azienda e del lavoro che svolgono, e non solo dei collaboratori con cui sono maggiormente in sintonia. Quali sono i valori della tua organizzazione, e come si legano a quelli dei singoli membri che la compongono?  
  • Crea delle microculture per incentivare le connessioni umane sia online che offline. Pensa a tutte quelle piccole cose che uniscono i tuoi collaboratori: cosa hanno in comune? Quali iniziative puoi organizzare, per incentivare le relazioni tra colleghi? 

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Trend n.3: Lascia che ciascuno sia attore del proprio percorso di sviluppo.

Permettere ai tuoi collaboratori di mettersi al comando del proprio percorso di sviluppo individuale è la chiave per creare una cultura dell’apprendimento che duri nel tempo e che porti benefici ai singoli e all’intera organizzazione. Non a caso, negli ultimi anni si sono fatte spazio tendenze come il micro-learning e l’utilizzo di differenti formati di apprendimento che si adattino alle preferenze di studio di ciascuno. Questi trend permettono ai professionisti di apprendere in modo semplice e fruibile, e allo stesso tempo offrono ai responsabili L&D l’opportunità di strutturare in maniera efficace dei learning path volti allo sviluppo delle competenze necessarie per ciascuna mansione, oppure legati ai valori e ai bisogni dell’azienda.

Prendiamo, ad esempio, un'organizzazione che vuole concentrarsi sul benessere psicofisico: mescolando vari contenuti – tra cui interi corsi o attività singole legate a temi come la vitalità, la felicità lavorativa e il work-life balance – si può garantire a tutti i dipendenti un percorso di crescita completo, e allo stesso tempo piacevole e accessibile. Una vittoria per l’individuo, per il suo team e per l’intera azienda.

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Trend n.4: la D&I è una priorità.

Il tema della diversità e inclusione in azienda è in cima all’agenda HR. Sebbene l’inclusione lavorativa e la valorizzazione delle diversità non possano e non debbano essere considerati dei “trend” (non si tratta certo di qualcosa di passeggero!), abbiamo deciso di includerlo in questa lista perché sarà un aspetto assolutamente centrale anche nel 2023. E non solo per garantire il successo delle organizzazioni, ma per il bene dell’intera società.

Ovviamente si tratta di un argomento complesso e delicato, e i cambiamenti al riguardo non possono certo avvenire dall’oggi al domani. Come spesso accade, il punto di partenza per promuovere l’inclusività è creare consapevolezza attorno all’importanza che quest’ultima ricopre, fornendo ai collaboratori tutti gli strumenti necessari a riconoscere il problema e prendere parte alla soluzione. Ad esempio, perché non organizzare dei workshop per confrontarsi e condividere esperienze, oppure una conferenza con un professionista del settore? Ricorda che formare il tuo staff a una mentalità inclusiva è essenziale affinché la tua strategia di D&I funzioni.

Inoltre, non dimenticare che un’organizzazione è inclusiva quando offre a tutti i dipendenti le medesime opportunità, riesce ad andare oltre le apparenze e sa riconoscere il valore dell’unicità. Può sembrare scontato, ma a volte i nostri bias sono più profondi e radicati di quando immaginiamo: per tenerli a bada è necessario innanzitutto studiarli e imparare a riconoscerli.

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Per oggi è tutto!

In un mondo sempre più digitale e diversificato, la necessità di sviluppare le giuste human skill sta diventando sempre più importante. I dipendenti vogliono rafforzare competenze come la leadership, la gestione del cambiamento e il lavoro di gruppo; ma vogliono anche sentirsi compresi e avere la possibilità di mettersi alla guida del loro percorso di crescita. Il punto di partenza? Sei tu, il datore di lavoro. Offri al tuo staff le giuste opportunità di sviluppo personale e dai loro la possibilità di crescere sia professionalmente che privatamente. In questo modo, il 2023 inizierà alla grande!

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