La ricetta per dipendenti felici? Amor proprio e una cultura aziendale positiva

San Valentino è alle porte e, come sempre, ci auguriamo che sia un’occasione per dimostrare un po’ di amore verso il prossimo e verso il proprio lavoro. Ma anche (e soprattutto) verso se stessi. Infatti, se noi di GoodHabitz abbiamo così a cuore lo sviluppo personale dei nostri studenti, è proprio perché sappiamo che per amare il prossimo e il proprio lavoro è fondamentale innanzitutto amare se stessi. L'amor proprio è il punto di partenza per la felicità, il successo, le relazioni positive, lo sviluppo personale e molto altro. E quando si parla di lavoro, anche una cultura aziendale positiva può fare la differenza. In questo articolo scoprirai come aiutare i tuoi colleghi ad amarsi di più e a essere più felici!

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Imparare dal confronto con i colleghi

Prima regola: accettare ciò che non può essere cambiato e concentrare le proprie energie solo sugli aspetti della vita sui quali è possibile avere il controllo. Per esempio, non si possono cambiare alcune circostanze esterne, ma si può imparare a trarne il meglio. E si possono fissare degli obiettivi sui quali concentrarsi per migliorarsi e crescere.

L’ambiente lavorativo è, in questo senso, una palestra e un luogo di scambio e crescita. Il costante rapporto con i colleghi può fornirci molteplici occasioni di confronto e apprendimento, oppure può metterci davanti ai nostri limiti e spingerci a superarli. Ad esempio, possiamo guardare con ammirazione ai risultati raggiunti dal nostro collega che pensa sempre positivo, e quindi decidere di diventare più ottimismi. Oppure, dopo qualche discussione, possiamo renderci conto di aver bisogno di sviluppare una maggiore intelligenza sociale per intrattenere rapporti più sani con il resto del team. O ancora, i feedback ricevuti dal vicino di scrivania possono spingerci a migliorare alcuni aspetti del nostro carattere, o al contrario farci scoprire di essere più creativi, organizzati o convincenti di quanto credessimo.

Insomma, il lavoro può essere un luogo (fisico o virtuale) molto interessante per conoscere, migliorare e amare di più se stessi. E anche per diffondere positività e dimostrare affetto e stima verso il prossimo, contribuendo anche alla felicità degli altri.

La formula per essere felici


Un altro passo importante è avere fiducia in se stessi. La fiducia aiuta a scoprire il proprio valore, sviluppare nuovi talenti e mettersi in gioco per migliorarsi sempre più. Questo rende gli individui sicuri di sé più felici e di conseguenza più coinvolti e produttivi sul lavoro.
Ma esiste una formula per la felicità? La risposta è sì, e il lavoro ha un peso al suo interno. Infatti, secondo gli studi di Sonja Lyubomirsky, docente americana di psicologia, il 50% della nostra felicità è determinata da fattori genetici, il 40% dalla nostra impostazione mentale e il 10% da circostanze esterne. Cosa vuol dire questo? Semplice, che anche il contesto lavorativo ha un impatto concreto sulla nostra felicità, poiché influenza direttamente quel 10% di felicità che deriva dalle circostanze esterne. Pertanto, per garantire una maggiore felicità dei dipendenti, il team HR deve dedicarsi a migliorare la quotidianità lavorativa dei dipendenti per garantirne una maggiore felicità.

Crea una cultura aziendale positiva

Il lavoro impegna una porzione molto ampia della nostra vita. Questo vuol dire che l’ambiente lavorativo incide molto sulla nostra capacità di essere felici. Per un datore di lavoro, quindi, è fondamentale occuparsi della felicità dei propri dipendenti, impegnandosi a costruire una cultura aziendale positiva, che consenta di incentivare la felicità dei lavoratori e allo stesso tempo di attrarre talenti con una mentalità altrettanto positiva.


Per aiutarti a tirare fuori il meglio dai tuoi collaboratori, abbiamo messo insieme alcune buone pratiche che renderanno più forte e positiva la tua cultura aziendale. Cominciamo!

1. Aiuta i tuoi collaboratori a identificarsi con i valori aziendali

Avere ben chiari i valori aziendali consente ai tuoi collaboratori di sentirsi più coinvolti nell’intera organizzazione e credere nel progetto che questa porta avanti. Gli HR Manager giocano un ruolo importante nel raggiungimento di questo obiettivo, al quale possono contribuire con attività di employer branding che aiutino a trasformare i valori aziendali in qualcosa di concreto nel quale credere e identificarsi. Ad esempio, se un’azienda dichiara di avere molto a cuore temi come la diversità e l’inclusione, è fondamentale che lo dimostri anche con attività interne volte a eliminare le disuguaglianze e a creare un senso di appartenenza.


Se i lavoratori si sentono rappresentati dal comportamento della propria azienda, sono anche più soddisfatti, coinvolti e fedeli. Inoltre, se credono con passione nel proprio lavoro, questo avrà effetti positivi anche nel rapporto con i clienti, con i manager e con i colleghi.

2. Crea un senso di appartenenza

Nelle nuove logiche che caratterizzano oggi l’ambiente lavorativo, si rischia di dimenticare l’importanza di creare momenti di socialità tra colleghi. Le chiacchiere in pausa caffè o gli aperitivi di team, che prima della pandemia animavano i rapporti lavorativi, devono in qualche modo essere sostituiti da altre occasioni - seppure online - di svago e condivisione. Chiedere a un collega come si sente e come sta vivendo il difficile periodo che tutti attraversiamo aiuta a creare momenti di scambio e decompressione e contribuisce a formare un ambiente in cui le persone si sentano apprezzate non solo in quanto professionisti, ma anche in quanto individui.


La sensazione di connessione sociale attiva l’ossitocina, l’ormone della felicità, e contribuisce al benessere dei tuoi dipendenti. I quali, in cambio, si sentiranno più energici, coinvolti e produttivi. Una vittoria per tutti!

3. Dai ai tuoi collaboratori il giusto riconoscimento e celebra i successi

Riconoscere e ripagare i successi dei dipendenti sembra semplice e scontato. Eppure, secondo una ricerca di Deloitte (2019), solo l’11% del campione intervistato ritiene che la strategia di retribuzione della propria azienda sia bene allineata agli obiettivi da raggiungere. Tuttavia è importante non dimenticare che ricompensare il lavoro in modo adeguato è fondamentale per attrarre e trattenere talenti. E che, pertanto, le spese per il benessere e la soddisfazione delle persone dovrebbero sempre essere viste come investimenti per ottenere il meglio dai propri collaboratori.


Il ritorno sull’investimento sarà anche ben evidente, poiché - come dimostra una ricerca condotta da Survey Monkey e Bonusly - la soddisfazione abbassa i tassi di turnover. Dal sondaggio di Survey Monkey e Bonusly, infatti, è emerso che il 63% dei lavoratori che dichiarano di sentirsi sufficientemente valorizzati dalla propria organizzazione non pianificano di cercare un nuovo lavoro nel breve-medio periodo.

Che tipo di riconoscimento cercano i lavoratori?

Secondo una ricerca di Deloitte, le persone hanno preferenze diverse quando si parla di riconoscimento sul lavoro. In particolare, le preferenze sono relative al modo in cui il riconoscimento viene espresso, alla ragione per cui viene espresso e alla persona che lo esprime. Dalla ricerca di Deloitte emerge che stili di lavoro diversi e persone diverse richiedono metodi di gratificazione differenti. Ad esempio, sebbene alcune persone preferiscano che il riconoscimento sia messo nero su bianco, per molti è sufficiente un “grazie”. Altri, invece, ritengono che sia meglio un riconoscimento espresso in privato o con poche persone coinvolte piuttosto che uno pubblico. Inoltre, il denaro non è sempre al primo posto quando si tratta di dimostrare apprezzamento: per alcuni, infatti, è più importante ottenere buone opportunità di crescita.

4. Crea una sana cultura del feedback

L’onestà e la libertà di comunicazione sono alla base di una cultura aziendale positiva. Se i dipendenti di un’azienda percepiscono che le proprie opinioni sono ascoltate e valorizzate, si sentiranno automaticamente più spinti a condividere ciò che pensano, creando un ambiente privo di incomprensioni e zone d’ombra. Ovviamente, il buon esempio deve partire proprio dai manager e dal team HR, che hanno il compito di educare i propri collaboratori a uno scambio di pensieri e feedback proficuo e costruttivo. Creare una sana cultura del feedback consente di imparare gli uni dagli altri e generare nuove idee, aspetti che possono davvero migliorare l’intera organizzazione.


Il ruolo del datore di lavoro e degli esperti di risorse umane è quindi molto importante per creare un ambiente lavorativo orientato alla felicità e alla soddisfazione dei propri dipendenti. Tuttavia, è bene non dimenticare che il 40% circa della felicità è pur sempre nelle mani di ciascun individuo. Pertanto, la spinta verso la ricerca della felicità, tanto lavorativa quanto personale, deve venire da ognuno di noi. Vediamo come!

Diffondi l'amore (per sé)!

Un buon ambiente lavorativo può indubbiamente avere un impatto positivo sulla nostra felicità. Eppure è necessario ricordare che, se il 10% della felicità delle persone viene da circostanze esterne e il 50% dal DNA, c’è un’importante porzione di felicità (il 40%) che dipende proprio dall’individuo stesso e dalla sua mentalità.

Anche in questo caso, noi di GoodHabitz vogliamo darti una mano per promuovere un mindset positivo in azienda. Per questo abbiamo creato una utile lista grazie alla quale tu e tutti i tuoi collaboratori scoprirete gli step da compiere per ottenere e mantenere una mentalità positiva. E imparare ad amare voi stessi!

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